Il Comune

La Città di Travagliato si estende sul territorio con una superficie di 17,80 chilmetri quadrati. L'altitudine oscilla tra un minimo di 110 ed un massimo di 145 metri sul livello del mare. Le coordinate geografiche sono : Latitudine (distanza angolare dall'equatore verso Nord): 45° 31' 12.00'' N; Longitudine (distanza angolare dal meridiano di Greenwich verso Est): 10° 4' 53.40'' E. I santi patroni sono SS. Pietro e Paolo, il giorno della festività è il 29 giugno.   

                                   STORIA DI TRAVAGLIATO

Il nome di Travagliato è recente, non ha più di due secoli ed è italianizzato dal Veneto Travaleado o Travajado, frequentissimo nei decreti ducali, negli estimi, negli atti notarili del periodo veneto, e, poichè i nomi dei paesi non sono nati a caso, ma per cause determinanti espresse nelle sillabe della parte fondamentale o étimo, cosi trasformato, non rivela la sua origine. 

Il paese fu un vicus viarius e la prova è data dai documenti dle periodo medioevale anteriore al Mille, nei quali si leggono i nomi di Treviade, e di Triviado. In questi è facile vedere la radice via, parola latina, presente nella nostra lingua con lo stesso significato antico. La parte inziale dei due nomi (tre, Tri) è una contaminazione mediovale del latino tres (=tre), o inter (fra), e può dimostrare che il paese è sorto alla confluenza di due vie vicinali, o fra vie vicinali. La parte terminale ade (=ado), nell'alto medioevo si dava a tutti i paesi di origine rurale. Quindi il nome antico, dalle poche sillabe che ne compongono l'etimo, è il reperto archeologico più eloquente e valido a confermare che il paese acquistò vita e importanza dalla sua posizione. Le strade in origine, correndo nei pagi o lungo le linee della centuriazione avevano percorsi raramente rettilinei. Erano piste serpeggianti, come al nostro tempo certe strade mulattiere, battute dai coloni per portare i prodotti dei campi al mercato pagense, che si svolgeva agli incroci delle vie vicinali o dei villaggi. Le strade che attraversarono il territorio di Treviade nel perido più antico e ne determinarono l' importanza furono probabilmente quella che, entrando da Chiari presso S. Maria dei Campi si congiungeva ad oriente coi beni del monastero di S. Giulia e con la città, e quella che dalla Pieve di Lograto saliva al Lovernato. La prima è segnata in un frammento di carta topografica su pergamena del territorio bresciano redatta nel 1406 per Pandolfo Malatesta, signore della città e conservata al N. 3 della cartella 434 dell'Archivio Storico Civico di Brescia. La seconda, nata forse sul tracciato romano della centuriazione, congiungeva la via consolare Laus Pompeia con la Pedemontana, raggiungendola nel tratto ove si cerca di scoprire la statio romana di Tetellus. Infatti, per sterramenti fortuiti sul suo tracciato, è talora accaduto che apparissero alla luce testimonianze della sua antichità: tombe di età romana, epigrafi tombali e lembi di selciato antico, al Lovernato, e nelle tombe resti del corredo funerario: monete, monili, lacrimatoi e fibule. Nella carta malatestiana il paese ha il nome di Traliat, in altre quello di Triviat e di Travaleado.

Il primo corrisponde in parte alla pronuncia dialettale del nome Traaiat, ma il secondo, oltre che rappresentare una trasposizione dello stesso vocabolo bresciano nel dialetto veneto, fu inteso come una derivazione dal latino trans vallum. Nell'età medioevale, durante la lunga contesa tra Bresciani e Bergamaschi, Milanesi e Cremonesi per il possesso delle rive dell'Oglio, una doppia fila di castelli correva lungo le rive orientali del fiume: la prima formata dai castelli di Orzinuovi, Roccafranca, Palazzolo, Pontoglio; la seconda da quelli di Commezzano, Castelcovati e Castrezzato. 

Il nostro paese, per chi guarda dalle riva dell'Oglio verso la pianura orientale, si trova oltre questa linea, quindi al di la del vallo. Per questo il nome potrebbe essersi cambiato da Treviade in Travaleado, come è visibile nei documenti posteriori al secolo XIV. Un motivo di natura militare si trova in realtà nello stemma del Comune: una punta di lancia è conficcata nel terreno ad indicare l'arma che il soldato vi affonda, perchè diventi arnese di pace e di lavoro, ma era il gesto di chi abbandonava la terra per farsi soldato. Coloro che idearono tale simbolo furono forse uomini d'arme, che si impadronivano delle rocche del contado per i loro signori e che, ricompensati con terre, si fermarono come aggregati al ceppo degli antichi originari. Mons. Guerrini, insigne storico bresciano, ricaverebbe dalla pronuncia dialettale del nome del paese il significato di Terra Aliata, ossia coltivata ad aglio, ortaggio caro, per le sue qualità terapeutiche, ai monaci benedettini, che attuarono la bonifica del territorio. A quei tempi la maggior parte dei medicamenti era ottenuta coi vegetali e i monaci, a cui incombeva per dovere di carità non solo la cura delle anime, ma anche la salute dei corpi, erano in quest'arte maestri insuperabili. Tuttavia sapevano fare tante altre cose ed è far torto ai loro meriti pensare che abbiano impiegato la terra solo a questo scopo. Ben altro occorreva alle quotidiane necessità della vita, per una gente che tutto doveva trarre dal lavoro dei campi. Il nome attuale è nato dalle sventure subite dal paese nel corso dei secoli: devastazioni, stragi ed epidemie procurate dalla stessa posizione, priva di difese naturali, su vie di transito di indubbia importanza. Di questa opinione era il doge Leonardo Loredano, quando il 31 dicembre 1512 faceva stilare, sul privilegio concesso alla terra di Travagliato, queste parole: "essere la terra sul passo (=passaggio) et propinquo alla città, veramente loco di grande travaglio".

Tratto da: STORIA DI TRAVAGLIATO, Memorie e documenti - Santina Corniani.

 

                                                                   IL TERRITORIO COMUNALE

Sotto l’aspetto geologico il territorio comunale è compreso nella fascia alluvionale d’origine fluvio-glaciale del Quaternario estesa tra i fiumi Oglio e Mella, delimitata a nord dalle cerchie moreniche del Sebino e a sud dalla linea delle risorgive. La pendenza nord-sud del terreno non è costante; la porzione territoriale nord, che comprende anche il centro abitato, ha una pendenza media superiore allo 0,6%, mentre quella sud ha una pendenza decisamente inferiore; in particolare: la porzione nord poggia su un piano costituito prevalentemente da orizzonti ghiaioso-ciottolosi, tipico dell’alta Pianura; la porzione sud poggia su un piano costituito prevalentemente da orizzonti ghiaioso-sabbiosi, tipico della bassa Pianura, quest’ultima porzione del territorio è mediamente più fertile e adatta per lo sviluppo delle aziende agricole. Il dislivello tra il punto più alto, presso la cascina Bona, ed il punto più basso, presso la località Sabbionera, è superiore ai 30 metri e corrisponde, all’incirca, all’altezza della Torre Civica che domina la Piazza Libertà nel centro cittadino. Il Comune di Travagliato è parte dell’area metropolitana del capoluogo di Provincia che è delimitata dall’attuale Strada Provinciale n. 19 costituente il raccordo anulare tra la Valtrompia ed il resto della Provincia.

Il Territorio è “assediato” dalla grande mobilità che è destinata ad incidere pesantemente sull’ecosistema locale e sulla qualità della vita della Comunità; infatti, oltre alla predetta arteria che taglia trasversalmente i terreni posti ad ovest dell’abitato, sono in avanzata fase di progettazione:

- La variante alla Strada Statale n. 11, che taglia il territorio a nord dell’abitato;

- La direttissima BRE-BE-MI, tronco autostradale di collegamento diretto Brescia-Bergamo-Milano;

 - La linea T.A.V. (treno ad alta velocità o ad alta capacità) che attraversa il territorio in due tronconi, l’uno che dirige a nord e l’altro che dirige a sud, tagliando trasversalmente i campi coltivati.

Nonostante che le attività produttive, propriamente dette, abbiano subito un fortissimo impulso, grazie anche al vasto Polo Industriale “Averolda”, il territorio presenta ancora, nell’insieme, una connotazione agricola; sono in esercizio numerose aziende agrarie che, sfidando l’eccessiva polverizzazione delle proprietà, riescono ancora a trarre dal suolo la propria linfa vitale. Predomina abbondantemente la coltura del Mais alternato ai cereali; in taluni periodi dell’anno un autentico mare di Granoturco “invade” il territorio. Lo sviluppo industriale degli allevamenti zootecnici specializzati, soprattutto di suini e di bovini da carne che traggono dalle colture linfa vitale, condizionano il sistema produttivo agricolo a scapito della coltivazione tradizionale che era subordinata all’allevamento della vacca da latte. 

 

                                                                                       IL CENTRO ABITATO

L’abitato si è sviluppato attorno ad una postazione militare medievale, attestata su un alto strutturale geologico, oggi occupata con l’ampia Piazza Libertà che funge da coagulo per la vita religioso-amministrativa della comunità. Il Nucleo Antico è singolarmente esteso e composto, per lo più, da ex cascinali ristrutturati che denunciano l’origine contadina del borgo; la presenza d’alcuni Palazzi signorili, con i Broli che li completano, dona ampio respiro ed un tocco di verde alla problematica concentrazione dei fabbricati. Il centro cittadino s’identifica con Quattro Torri che, emergendo dall’intorno, si stagliano contro i massicci rilievi della Presolana e del Guglielmo che coronano il paesaggio del Territorio.

 

Ultima modifica: Ven, 29/01/2016 - 10:21